Contratti a tempo determinato per dirigenti: Limiti di durata

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Contratti a tempo determinato per dirigenti: Limiti di durata

Per i dirigenti assunti a tempo determinato si applicano i limiti di durata previsti dall’articolo 19 del D.L. vo 81/2015?

I contratti a tempo determinato per dirigenti sono regolati da normative specifiche che differiscono da quelle ordinarie previste per i lavoratori a termine. Se sei un datore di lavoro o un dirigente, è fondamentale comprendere come le regole sui limiti di durata si applicano in questi casi.

Contratti a tempo determinato per dirigenti: Esclusione dai limiti ordinari

Contrariamente ai contratti a termine per altri lavoratori, i contratti a tempo determinato per dirigenti sono esclusi dal campo di applicazione ordinario stabilito dall’articolo 19 del Decreto Legislativo 81/2015. Questo significa che i dirigenti non sono soggetti al limite di durata di 24 mesi, previsto per gli altri contratti a termine, né ad altre limitazioni simili stabilite dalla contrattazione collettiva.

Durata massima dei contratti per dirigenti

Per i dirigenti, i contratti a tempo determinato possono avere una durata massima di cinque anni, un periodo significativamente più lungo rispetto ai contratti ordinari. Questo è un aspetto fondamentale per le aziende che stipulano contratti di lavoro a tempo determinato con figure dirigenziali, in quanto consente una maggiore flessibilità nella gestione delle risorse manageriali.

Diritto di recesso del dirigente

Una caratteristica distintiva dei contratti per dirigenti è la possibilità per il dirigente stesso di recedere dal contratto dopo il primo triennio. Questo diritto è regolato dall’articolo 2118 del Codice Civile, che consente al dirigente di interrompere il contratto prima della scadenza dei cinque anni, con un preavviso stabilito dal contratto o dalla legge.

In sintesi, i contratti a tempo determinato stipulati con i dirigenti non sono soggetti agli stessi limiti di durata previsti per i lavoratori ordinari. Con una durata che può arrivare fino a cinque anni e la possibilità di recedere dopo tre anni, queste specifiche norme offrono una certa flessibilità sia per i dirigenti che per le aziende. È essenziale che le imprese e i dirigenti conoscano bene queste regole per evitare errori e garantire il rispetto delle normative vigenti.

Autore

Roberto Camera
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Esperto di Diritto del Lavoro e relatore in convegni sulla gestione del personale. Ha creato, ed attualmente cura, il sito internet http://www.dottrinalavoro.it in materia di lavoro. (*Le considerazioni sono frutto esclusivo del pensiero dell’autore e non hanno carattere in alcun modo impegnativo per l’Amministrazione di appartenenza)

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